Sul fondo dei tuoi vuoti

Pubblicato: aprile 17, 2011 in Frustrazioni casuali

Respiri. Ti calmi. Ti rilassi. Chiudi gli occhi.
Pausa.

Ora apri gli occhi lentamente e osservi intorno a te. Non in senso letterale. Osservi in che situazioni sei immerso. Osservi dove sei diretto e da dove vieni. Proprio appena inizi a mettere a fuoco qualcosa i tuoi occhi si ribellano e provano a chiudersi. Ma non cambia niente, ormai hai visto tutto chiaramente.
Ti chiedi se sia veramente grave come sembra. Ti chiedi se sei il solo a essere in questa situazione. Non che cambi nulla, solo per poter condividere il dispiacere.
Si, è grave. E non lo so se sono il solo. Sarei solo anche senza essere il solo.
Tutto quello che hai intorno è marcio, ammuffito. Le decisioni che hai preso in passato si sono rivelate le più sbagliate possibili. Non riesci davvero a capire in che modo possa andare peggio. Sei dentro tante di quelle cose, e nessuna di queste ti soddisfa realmente. Sembra che ti stiano portando in un qualche luogo in cui non vuoi andare. E’ come la strada verso il dentista. Non ci vuoi andare, hai paura, sai che farà male e che ti pentirai di esserci andato, ma l’appuntamento l’hai già preso, non puoi più tirarti indietro.
Colpa del tempo. Colpa della fretta. Colpa tua.
Colpa delle scelte che hai dovuto prendere troppo presto. Colpa delle scelte che non hai considerato. Colpa dei tuoi sentimenti. Colpa delle aspettative degli altri. Colpa di quello che dici di voler fare.
Colpa del senso di colpa.
E la tua vita si tira avanti zoppicando, strisciando, solo per non deludere le aspettative di qualcuno. Solo per non far soffrire chi ti è vicino. Ignorando come ti senti tu. Ignorando il tuo cuore che esplode al pensiero di certe cose. Ignorando quello che non vuoi perdere ma che in un modo o nell’altro svanirà. Ignorando che un tempo avevi dei sogni. Ignorando che tutto quello che fai per gli altri, in realtà, ti colpisce e ti ferisce come poche altre cose al mondo.
Pausa.

Non capisci. Non ti capisci. Non riesci a intuire il modo in cui il tuo cervello funziona. Crede di stare bene se gli altri stanno bene, ma ogni singola volta si accorge che questo non è vero. Dovrebbe aver imparato che sei così fragile da subire il ritorno di qualsiasi azione. Sei andato in pezzi così tante volte che anche solo per una questione di sopravvivenza e istinto il tuo cervello dovrebbe imparare certe cose. Eppure non lo fa. Perché? Cosa lo fa giocare contro di te? Pensavi che foste nella stessa squadra ma non è così.
Pausa.

E tutti i tuoi “vaffanculo” rimangono imprigionati nei momenti in cui sei solo. Quando nessuno può sentirti credi di essere abbastanza forte da portarteli nel mondo vero, dove ci sono le persone. Invece restano lì, in fondo ai tuoi vuoti. Marciscono e iniziano a puzzare. Credi che anche gli altri possano sentire questo odore. Speri che lo sentano e capiscano che non va tutto bene come sembra. Ma niente, nessuno sospetta dello schifo che hai dentro. L’unica cosa che puoi fare è cercare qualcuno con un buon olfatto.

Anche se sai che sarà una ricerca inutile.

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